Al Piccolo Bellini, fino al 1° marzo, va in scena Il Sen(n)o di Monica Dolan, drammaturgia e traduzione di Monica Capuani, adattamento e regia di Serena Sinigaglia con Lucia Mascino. Le scene sono di Maria Spazzi, le luci e i suoni di Roberta Faiolo, i costumi di Stefania Cempini. Lo spettacolo affronta con un testo potente tematiche di grande attualità stimolando riflessioni sulla pressione sociale esercitata sull’estetica e sull’identità famminile fin dalla tenera età e dove tutto si gioca, come sempre, sul corpo delle donne.
Una psicoterapeuta (Lucia Mascino) entra in scena recando con sé una risma di fogli dattiloscritti aggirandosi nervosa ed inquieta intorno all’unico elemento scenografico presente: un grande arbusto privo di foglie. Esso, nel corso della rappresentazione diventa l’efficace metafora del suo lavoro. Infatti la protagonista lo cura e lo pota così come attraverso il suo lavoro si prende cura degli altri.
La donna si rivolge direttamente agli spettatori per parlare ed analizzare il caso di una madre che ha acconsentito a far sottoporre sua figlia di appena 8 anni ad un intervento di mastoplastica additiva comprendendo appieno le ragioni. Ma tale notizia come può passare in sordina al tempo dei social, corredata anche da immagini? Il passaparola mediatico si fa così pressante che la bambina subisce uno stupro e dell’accaduto viene incolpata la madre. La psicoterapeuta partecipa come donna e come persona a questo dramma coinvolgendo gli spettatori presenti in sala. Ed è qui che la bravura di Lucia Mascino si fa ancora più evidente. L’attrice si immedesima talmente nella vicenda narrata che siamo portati a pensare che la psicoterapeuta ceda il posto alla madre toccandone le corde emotive più segrete e profonde.
Nello stilare la relazione chiesta dal tribunale per valutare le responsabilità della madre per la decisione presa verso il corpo della figlia minorenne, la psicoterapeuta non dimentica di essere a sua volta una donna e una madre. Infatti parallela all’ esposizione dei fatti c’è il suo vissuto personale che si rivela mediante alcune telefonate con la propria figlia che insinuano dubbi e perplessità negli spettatori. Le domande si moltiplicano: la psicoterapeuta riuscirà a mantenere quella lucidità indispensabile a formulare una valutazione serena e veritiera degli eventi accaduti? Una sola cosa è certa: le influenze mediatiche e culturali cambiano la percezione di noi stessi e degli altri in modo che il desiderio di conformarci compromette irreparabilmente la libertà delle nostre scelte individuali.
Il sen(n)o è uno spettacolo seducente, un monologo ben scritto e recitato, un testo che spinge a porsi domande e a scavare dentro di sé come lo ha fatto sicuramente Lucia Mascino che dà prova, ancora una volta, di essere un’attrice brava, sensibile, lucida, coinvolgente.
Lucia Mascino vi aspetta. I biglietti stanno andando a ruba pur avendo previsto due spettacoli al giorno, ore 17.30 e ore 21.00.
Foto di Monica Ricci